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La Leggenda delle Fate

E' una leggenda molto diffusa tra gli abitanti dell'Appennino.

Si tratta di balli stregati di fate, fanciulle bellissime, che unicamente dai piedi caprini rivelano la loro libidine e la natura di esseri demoniaci.

Si narra che i pastori di Pretare durante le allegre feste da ballo accogliessero le fate, uscite di soppiatto dalla "Grotta delle Fate" situata nell'aia della Regina sul fronte sud del monte Vettore, per ballare.

Le fate,  ancelle delle Regina Sibilla, potevano trattenersi tra gli uomini solo durante la notte.

Una sera un pastore è messo in sospetto dallo scricchiolio caratteristico delle zampe di capra, sta per rivelare il segreto e smascherare le ancelle della regina Sibilla, quando una di esse gli dice "Se manterrai il segreto ogni qualvolta porrai la mano in tasca  la ritroverai carica di monete d'oro".

Coś accadde. Ma  il pastore dopo aver accumulato un bel tesoro penṣ di poter rivelare finalmente il segreto. Parḷ  ma il suo tesoro scomparve in maniera straordinaria coś come gli era stato donato.

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